Ritrovare l'indipendenza: la ripresa di Waseem dopo un infortunio che ha cambiato la sua vita
20 Aprile 2026
Nel quartiere di Al-Basateen ad Aden, molte famiglie sfollate vivono in un contesto difficile in cui devono ricostruire la propria vita da zero. Tra loro ci sono Salman e Fatima, fuggiti da Al-Hodeidah con i loro cinque figli in cerca di sicurezza. Il figlio sedicenne Waseem era diventato l’unica fonte di reddito della famiglia, lavorando come scaricatore di rottami metallici per mantenere i genitori e i fratelli.
Nel gennaio 2025, la situazione della famiglia è cambiata drasticamente quando Waseem ha calpestato una mina nascosta all’interno di un carico di rottami. L’esplosione ha causato gravi ferite che hanno portato all’amputazione della gamba destra, sopra il ginocchio. Oltre al trauma fisico, l’incidente ha avuto conseguenze immediate e pesanti per l’intera famiglia. Con Waseem non più in grado di lavorare, il nucleo familiare ha perso la sua unica fonte di reddito, accumulando debiti per l’affitto e vivendo sotto la costante minaccia di sfratto. Al tempo stesso, Waseem ha attraversato un periodo di profonda sofferenza psicologica, diventando sempre più isolato e riluttante a uscire di casa.
Il percorso verso la ripresa è iniziato nell’ottobre 2025, quando la famiglia si è recata al Centro Comunitario di INTERSOS a Dar Saad, finanziato dall’Unione Europea. Il nostro team ha elaborato un piano di supporto integrato, a partire dal primo soccorso psicologico e da sessioni specializzate per aiutare Waseem ad elaborare il trauma e superare il suo isolamento. Per garantire alla famiglia una stabilità immediata, è stato fornito un sostegno economico di protezione per coprire l’affitto arretrato, mettendo al sicuro l’alloggio e rimuovendo il rischio di homelessness.
Ricostruire la vita dei bambini
Una tappa fondamentale nella riabilitazione di Waseem è stata la fornitura di una protesi per la gamba. Questo supporto medico, combinato con la fisioterapia, gli ha permesso di recuperare la mobilità e muoversi quasi normalmente, restituendogli alla fine la fiducia necessaria per uscire di nuovo di casa. Infine, per garantire la sicurezza a lungo termine della famiglia, Waseem è stato inserito in un programma di empowerment economico che gli ha offerto un’opportunità formativa adatta alle sue condizioni di salute. Questo approccio integrato — che combina supporto psicologico, finanziario e medico — ha permesso a Waseem di ritrovare la propria autostima e ha aiutato la sua famiglia a raggiungere la stabilità necessaria per affrontare il futuro con maggiore serenità.
Un operatore di INTERSOS racconta: “Fornire supporto nelle aree che ospitano comunità emarginate e sfollati interni significa affrontare sfide di protezione profondamente interconnesse, in cui povertà, sfollamento ed esposizione a rischi come il lavoro minorile e i pericoli da ordigni esplosivi condizionano in modo profondo la vita e il futuro dei bambini. Nonostante queste difficoltà, fornire un supporto integrato — psicosociale, medico, legale, di protezione ed economico — rimane fondamentale. Restituire dignità e permettere a bambini come Waseem di ritrovare il senso di sé e ricostruire la propria vita con speranza e resilienza è un obiettivo imprescindibile.”
Questa storia fa parte di un intervento più ampio finanziato dall’Unione Europea, attraverso il quale INTERSOS fornisce servizi integrati di salute, nutrizione, WASH e protezione in tutto lo Yemen. Al marzo 2026, un totale di 10.626 persone sono state raggiunte con servizi di protezione completi, tra cui 1.319 persone che hanno beneficiato della gestione dei casi (protezione dell’infanzia, violenza di genere e protezione generale), 1.524 persone che hanno ricevuto supporto psicosociale, 162 casi supportati con cure psicologiche specializzate, 409 beneficiari che hanno avuto accesso all’assistenza legale e 178 nuclei familiari che hanno ricevuto sostegno economico di protezione. In parallelo, le attività di sensibilizzazione basate sulla comunità hanno raggiunto 4.702 persone, rafforzando l’identificazione dei casi vulnerabili, di cui 2.332 sono stati indirizzati ai servizi appropriati.