Migranti, INTERSOS: mobilitazione umanitaria al confine Grecia-Turchia
4 Marzo 2020
Gli atti di violenza e disumanità al confine tra Grecia e Turchia richiedono una straordinaria mobilitazione umanitaria. La vita di esseri umani in condizione di vulnerabilità non può diventare merce di scambio e mezzo di pressione politica nel gioco di potere tra gli Stati, così come non può essere accettata senza rispondere la deliberata violazione delle norme fondamentali del diritto umanitario internazionale e della Convenzione sui rifugiati. Quanto sta avvenendo è conseguenza diretta del disastroso accordo sui migranti siglato da Unione Europea e Turchia nel 2016 e di una politica di ricatti ed esternalizzazione delle politiche migratorie.
Gli operatori di INTERSOS, organizzazione umanitaria italiana attiva in Grecia dal 2016 per rispondere alla crisi dei rifugiati siriani e ora presente nel Paese attraverso INTERSOS Hellas, si stanno muovendo con un team di emergenza nella zona di Evros, al confine settentrionale tra Grecia e Turchia, per garantire protezione e assistenza.
I Governi turco e greco, insieme all’Unione Europea, sono, a diversi livelli, corresponsabili di questa crisi e si assumeranno piena responsabilità delle decisioni che metteranno o non metteranno in atto. Come organizzazione umanitaria, chiediamo, pertanto, di:
-interrompere, condannare e prevenire qualsiasi atto violento o comportamento aggressivo e intimidatorio nei confronti di richiedenti asilo, operatori umanitari, gruppi di volontari presenti nell’area e sulle Isole dell’Egeo Nord-Orientale
-di riprendere le normali procedure di richiesta d’asilo illegittimamente sospese da parte del Governo greco di fronte a migliaia di rifugiati siriani che dalla Turchia cercano di entrare sul suo territorio. La sospensione del diritto di asilo e del principio di non-refoulement (non respingimento) da parte del Governo greco non ha alcuna giustificazione legale e contrasta con la normativa dell’Unione Europea
-avviare, ai sensi di quanto prevede il Trattato sul funzionamento dell’Unione (art. 78.3), un piano di ricollocazione straordinario e urgente dei richiedenti asilo che giungono in Grecia e Bulgaria per sottrarre alla violenza e all’arbitrio le decine di migliaia di esseri umani che hanno diritto ad essere accolti e a chiedere asilo in Europa.
-garantire l’indipendenza, neutralità e imparzialità del lavoro umanitario
Roma / Salonicco, 04 Marzo 2020
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