L’anagrafe respingente. Una fotografia di Roma in emergenza
16 Dicembre 2020
In molti uffici del Comune di Roma sono attuate prassi di illegittima esclusione dall’iscrizione anagrafica. 15 organizzazioni firmano un documento per chiedere di invertire la rotta e garantire i diritti di tutti.
La mancata iscrizione anagrafica può determinare un grave pregiudizio nella sfera sanitaria, sociale ed economica delle persone respinte. Chi è escluso dai registri anagrafici è nei fatti, per l’amministrazione comunale, invisibile.
L’assenza di iscrizione anagrafica preclude, ad esempio, nella maggior parte dei casi, l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e ai centri per l’impiego, il diritto alla previdenza sociale, la partecipazione ai bandi per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, il diritto all’assistenza sociale, la richiesta di patrocinio a spese dello stato, il diritto all’elettorato attivo. Per i cittadini stranieri, inoltre, comporta molto spesso, nei fatti e contrariamente a quanto disposto dalla legge, l’impossibilità o la difficoltà di conseguire il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Molto spesso le molteplici forme di esclusione dalla registrazione della residenza riguardano chi, a vario titolo, è considerato indesiderato: chi ha un’abitazione ritenuta non idonea, chi vive in condizioni abitative informali, chi è considerato indecoroso, chi è percepito come un pericolo per l’ordine pubblico oppure, semplicemente, chi è povero.
I dati evidenziano che dal 2014 al 2018 si è avuto il dimezzamento del numero delle iscrizioni per persone senza fissa dimora. Nel 2014, infatti, il numero delle iscrizioni per senza fissa dimora era di 37.928. Nel 2018 è sceso a 19.639.
È quanto emerge dal documento L’anagrafe respingente. Una fotografia di Roma in emergenza, promosso da 15 organizzazioni attive nella Capitale ed elaborato grazie al confronto e alla condivisione tra avvocati, attivisti, giuristi, operatori sociali e legali, e organizzazioni non governative. La fotografia fornita riguarda il Comune di Roma, nel suo complesso. In alcuni territori del Comune la normativa è applicata in maniera puntuale grazie all’impegno e alla professionalità di molti funzionari e amministratori pubblici. In altri territori del Comune, viceversa, la difformità tra legge e prassi è molto marcata.
L’anagrafe è un potente dispositivo di filtraggio, selezione, gerarchizzazione. È un confine invisibile ma reale. È membro a pieno titolo della comunità territoriale soltanto chi consegue l’iscrizione anagrafica. L’emergenza socio sanitaria ed economica rende non più rinviabile l’accesso ai diritti anche per chi, alla stato attuale, ne è escluso. Nel documento sono descritte, in 10 punti, le iniziative che l’amministrazione del Comune di Roma può assumere per tutelare le persone e promuovere i diritti.