I bambini della guerra siriana, quindici anni dopo

La guerra in Siria, cominciata nel 2011 e durata tredici anni, ha causato uno dei più grandi spostamenti di persone mai avvenuti nella storia: più di 7 milioni di siriani hanno lasciato le proprie case per andare in zone del Paese più sicure e circa 6 milioni di persone sono fuggite oltre i confini nazionali. Un’intera generazione di bambine e bambini è nata e cresciuta nello sfollamento, senza mai aver visto la propria città o il proprio Paese di origine. Negli occhi di questi bambini, ci sono le immagini di una guerra tramandata e di un Paese conosciuto solo attraverso i legami familiari. Le loro fotografie, scattate tra Siria, Libano e Giordania, mostrano come la connessione con la propria comunità sia la forza più grande per ricominciare.

Mentre la Siria, dopo oltre un decennio di guerra, attraversa una fase di profonfa trasformazione politica, affrontando anche una crisi umanitaria mai terminata, INTERSOS, attraverso questo progetto fotografico, esplora il valore della connessione sociale tra i bambini che vivono nel Paese e i loro coetanei rifugiati in Libano e Giordania. In questo momento storico, comprendere questi legami è essenziale per ricostruire gli effetti che il conflitto ha avuto su questi bambini.

Abbiamo perseguito questo obiettivo attraverso la fotografia, coinvolgendo ragazzi e ragazze siriani nella creazione di un libro fotografico che racconta le loro storie attraverso le foto che loro stessi hanno scattato, con l’intento di sensibilizzare la comunità umanitaria. L’obiettivo è anche quello di dare voce ai bambini, offrendo loro una piattaforma per esprimersi e condividere le loro storie con il mondo.

Libano

Dal 2019 il Libano sta affrontando una complessa crisi umanitaria iniziata con il peggior crollo economico e finanziario della storia del Paese. Questa crisi è stata ulteriormente aggravata dall’escalation del conflitto regionale, che ha portato a un aumento della povertà, al collasso dei servizi pubblici e all’indebolimento delle istituzioni, delle infrastrutture e dell’economia libanese nel suo complesso. Oggi le esigenze umanitarie ammontano a circa 4,1 milioni di persone che necessitano di assistenza; 1,6 milioni di persone si trovano in condizioni di grave insicurezza alimentare. Si stima che gli sfollati interni siano circa 899.700 in tutto il Libano. A queste cifre si aggiunge il numero ancora elevato di rifugiati siriani, stimato in 710.000, e di 470.000 rifugiati palestinesi.

Giordania

La Giordania ha ospitato i rifugiati siriani dall’inizio della crisi siriana nel 2011. Il 67% dei rifugiati siriani fuori dai campi vive al di sotto della soglia di povertà. La maggior parte delle famiglie siriane si affida all’assistenza umanitaria per soddisfare le proprie esigenze di base. Dalla caduta del regime di Assad in Siria l’8 dicembre 2024, quasi 173.000 rifugiati registrati presso l’UNHCR sono tornati dalla Giordania alla Siria. Attualmente la Giordania ospita 427.351 rifugiati siriani registrati presso l’UNHCR al dicembre 2025, oltre a 30.895 rifugiati registrati da Iraq, Yemen, Sudan e Somalia e oltre 18.000 rifugiati palestinesi dalla Siria. Tuttavia, il numero totale di rifugiati/richiedenti asilo, compresi quelli non registrati, è stimato in circa 1,1 milioni (11% della popolazione totale).

Siria

Il popolo siriano convive con la guerra dal 2011, anno che ha segnato l’inizio di un conflitto interno che ha causato distruzione e la fuga di milioni di persone, oltre a un elevato numero di vittime, feriti e sfollati. Nonostante i periodi di calma apparente e i tentativi di raggiungere la stabilità nel corso degli anni, la situazione socio-economica e politica del Paese rimane molto complessa, anche dopo e nonostante il cambio di governo del dicembre 2024. I dati umanitari mostrano l’entità del problema: secondo l’ultima analisi dell’OCHA (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari), 16,5 milioni di persone hanno bisogno di aiuti, più di 1,9 milioni sono sfollati interni e più di 1,2 milioni di rifugiati siriani che sono tornati in Siria dai paesi vicini e oltre dalla fine del 2024. Oggi gran parte della popolazione è senza fissa dimora e non ha accesso a servizi di base come assistenza medica, acqua potabile, cibo e istruzione.