In Afghanistan, con l'Unione Europea, supportiamo la popolazione nelle aree più remote
Il 70% della popolazione in Afghanistan vive nelle aree remote, in villaggi, spesso situati tra le montagne, che distano molte decine di chilometri dai centri urbani e che spesso, specie durante l’inverno, restano isolati a lungo a causa di neve e piogge in quanto sono raggiungibili solo attraverso strade sterrate.
INTERSOS, in Afghanistan, lavora in aree dove non ci sono i servizi di base, dove mancano i collegamenti stradali, non ci sono ospedali, non c’è acqua pulita, nelle case non c’è elettricità e servizi igienici. Zone dove la maggior parte delle persone non è mai andata a scuola, dove non c’è lavoro e la maggior parte delle famiglie riesce a stento a mangiare una volta al giorno.
E’ proprio qui che concentriamo la maggior parte delle nostre attività, per garantire assistenza sanitaria di base e assistenza psicosociale a migliaia di persone che altrimenti non ne avrebbero.
L’Unione Europea finanzia 11 delle cliniche che gestiamo in Afghanistan, in particolare quelle che sono nelle aree remote del Sud del Paese, come le province di Kandahar e Uruzgan.
Con il supporto dell’Unione Europea in Afghanistan, dai primi mesi di quest’anno, stiamo intervenendo per fornire assistenza alle centinaia di migliaia di rifugiati costretti a rientrare dall’Iran e dal Pakistan.



Salute: cure primarie, immunizzazione e salute materno-infantile
Tra i bisogni più urgenti legati alla salute, soprattutto nelle aree remote, ci sono la necessità di cure primarie, di immunizzazione, di assistenza per le donne prima durante e dopo il parto, di sensibilizzazione sulla salute materno-infantile, di supporto psicologico. A questo si aggiungono la mancanza di medicinali e di attrezzature sanitarie e quella di personale sanitario, dovuti alla mancanza di fondi e alle restrizioni imposte dalle autorità. Le nostre attività nelle strutture sanitarie si concentrano soprattutto sulla malnutrizione, sulla salute materno-infantile, sulle vaccinazioni e sulla salute mentale e sono rivolte in particolar modo a donne e bambini che vivono nelle comunità più vulnerabili. Oggi l’Afghanistan è l’unico Paese al mondo, insieme al Pakistan, dove ancora si registrano casi di poliomielite, specialmente nei bambini, e questo è un fattore preoccupante considerando che la malattia è prevedibile con un vaccino.
Lo staff locale di INTERSOS in Afghanistan è composto da quasi 300 donne. La loro presenza è fondamentale, in particolar modo in ambito sanitario, per poter garantire alle donne e alle ragazze afgane l’assistenza medica e le cure di cui hanno bisogno.






Protezione: lavoriamo insieme alle comunità
INTERSOS in Afghanistan fornisce servizi di protezione umanitaria attraverso un approccio basato sul lavoro nelle comunità e sull’integrazione tra diversi settori, come quelli della salute e della nutrizione. Le attività si rivolgono in particolar modo ai gruppi vulnerabili come bambini, donne, persone con disabilità e anziani e includono la gestione individuale dei casi, il supporto per la salute mentale e psicosociale, il supporto per le donne sopravvissute alla violenza di genere e la fornitura di spazi sicuri per i minori. Offriamo anche altre forme di supporto, come l’assistenza in denaro e la distribuzione di prodotti non alimentari, come i kit per l’inverno, i kit con i materiali didattici, i kit con i prodotti per l’igiene.
Così come nell’ambito della salute, garantiamo la presenza di personale femminile indispensabile per raggiungere efficacemente donne e ragazze.



Malnutrizione: una delle emergenze più gravi al mondo
L’Afghanistan sta attualmente affrontando una delle emergenze di malnutrizione più gravi al mondo. Ad aprile 2025, 28 delle 34 province del paese sono classificate come gravi o critiche in termini di gravità nutrizionale, con 7,8 milioni di persone che necessitano di sostegno nutrizionale, tra cui 857.000 bambini con malnutrizione acuta grave, oltre 2,5 milioni di bambini con malnutrizione acuta moderata e 1,1 milioni di donne in gravidanza e in allattamento che necessitano di cure. Nonostante le proiezioni di un leggero miglioramento della sicurezza alimentare, le organizzazioni umanitarie sul campo continuano a segnalare un aumento dei casi di malnutrizione, aggravato dalla chiusura dei servizi e dalla riduzione dei finanziamenti. La situazione è ulteriormente esacerbata da quattro anni consecutivi di siccità, dal declino economico e dal ritorno di centinaia di migliaia di afghani dall’Iran e dal Pakistan, che gravano ulteriormente su servizi già al limite.
Nelle nostre strutture sanitarie situate i bambini e le donne arrivano spesso in condizioni difficili. Solo nel mese di luglio 2025, abbiamo condotto 10.728 screening nutrizionali su bambini sotto i 5 anni in tutte le nostre strutture sanitarie e nelle comunità 585 di essi sono stati considerati presi in carico per Malnutrizione Acuta Moderata (MAM) e 298 per Malnutrizione Acuta Grave (SAM). Ciò significa che quasi l’8,2% degli individui sottoposti a screening necessitava di sostegno nutrizionale per malnutrizione acuta.






Rimpatri dal Pakistan e dall’Iran
Il ritorno forzato dall’Iran e dal Pakistan di centinaia di migliaia di rifugiati afgani nel loro paese d’origine, sta mettendo a dura prova l’Afghanistan che non ha le capacità e le risorse per accoglierli.
Da gennaio 2025 ad oggi si stima siano tornati 1,777,312 afgani dall’Iran e 736,491 dal Pakistan.
INTERSOS lavora negli insediamenti informali dove i rimpatriati dall’Iran arrivano dopo essere passati dai centri di transito nelle aree di Herat e Nimroz. Qui forniamo supporto sanitario con attività legate alla nutrizione, alla salute materno-infantile, alla salute mentale e alla protezione umanitaria.
Per quanto riguarda i rimpatriati dal Pakistan, che arrivano dalla frontiera di Spin Boldak, INTERSOS fornisce servizi sanitari e nutrizionali presso il Kandahar Transit Camp dove. Qui, tra le diverse attività mediche, forniamo consulenze sanitarie 24 ore su 24, screening sanitari primari, sessioni di educazione sanitaria, valutazioni nutrizionali, stabilizzazione ospedaliera per condizioni urgenti e rinvii di casi complessi che richiedono cure specialistiche o prolungate.
Così come nell’ambito della salute, garantiamo la presenza di personale femminile indispensabile per raggiungere efficacemente donne e ragazze.











