Lyudmila, una vita segnata dal conflitto in Ucraina
5 Febbraio 2026
Grazie alle attività di supporto psicologico che riusciamo a portare avanti in Ucraina con il sostegno dell’Unione Europea, persone come Lyudmila riescono a ritrovare serenità nonostante la guerra ancora in corso e le sofferenze quotidiane.
di Davide Maria De Luca per INTERSOS
Lyudmila Kovalenko ha 68 anni e viveva nel villaggio di Tsyrkuny, in Ucraina. Oggi, con suo marito, affronta quotidianamente le difficoltà di una vita segnata dal conflitto e dalla distruzione della loro casa. Dopo decenni di lavoro – lui alla guida di cooperative agricole, lei nella panetteria principale di Kharkiv – oggi ricevono solo una pensione insufficiente e un piccolo sostegno come sfollati interni. Le bollette, il riscaldamento, le spese quotidiane: tutto è diventato un peso enorme.
Quando il loro appartamento è stato distrutto, la loro vita è cambiata radicalmente. Le pareti e il tetto sono stati riparati, ma l’interno resta vuoto, e Lyudmila e suo marito devono affrontare questa condizione senza supporto adeguato, mentre cercano di ricostruire anche un minimo di normalità.
Nonostante tutto, Lyudmila trova momenti di sollievo e sostegno grazie a Intersos. Ogni settimana partecipa a un’ora di arteterapia insieme a psicologi e operatori sociali dell’ONG, un piccolo spazio di calma e condivisione reso possibile dai finanziamenti dell’Unione Europea. È uno dei momenti migliori della sua settimana: lì riesce a distrarsi, a esprimere le sue emozioni e a ritrovare un po’ di serenità, lontano dalla routine che spesso le ricorda le difficoltà quotidiane.
Il figlio di Lyudmila, mobilitato dall’inizio della guerra, resta per lei una fonte di preoccupazione costante. Nonostante la distanza e le condizioni di emergenza, resta in contatto tramite WhatsApp, e sapere che è vivo e al sicuro le dà un po’ di conforto.
Lyudmila spera nella pace e sogna un futuro in cui le famiglie come la sua possano ricevere il sostegno e l’attenzione che meritano. Nel frattempo, ogni settimana aspetta l’arrivo degli operatori di Intersos per trascorrere almeno un’ora con pensieri più felici di quelli che porta la guerra.