Salvataggi in mare, attacchi a ONG vergognosa speculazione
24 Aprile 2017
Gli attacchi di questi giorni contro le ONG impegnate nei salvataggi in mare nel Mediterraneo sono una vergognosa speculazione. Siamo stanchi di aiutare bambini vittime di tortura, donne violentate e sentire basse e mal costruite invenzioni e strumentalizzazioni politiche.
Il lavoro delle ONG nel Mediterraneo è salvare vite umane. Chi con navi proprie, chi, come gli operatori INTERSOS, in collaborazione con UNICEF, partecipando alle operazioni di soccorso sulle navi della Guardia Costiera Italiana. Se siamo lì, è per fermare una strage. Se a qualcuno questo lavoro non piace, dica con chiarezza che preferisce un morto annegato ad un essere umano tratto in salvo.
Il Mediterraneo è diventato un cimitero d’acqua dove in poco più di un anno sono morte oltre 5mila persone: uomini, donne e bambini in fuga da guerre, violenze e povertà estreme, salpati dalle coste di un paese, la Libia, dove violenze e sopraffazioni nei confronti dei migranti sono una costante fuori controllo.
Se siamo nel Mediterraneo è perché nel 2016 il numero di morti in mare ha superato ogni record. Una strage aggravata da politiche basate sulla chiusura e la militarizzazione dei canali di migrazione, a scapito del rispetto di diritti umani e dei fondamentali principi umanitari.