Siria, quasi 17 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria
28 Gennaio 2025
Con la caduta del regime di Assad la Siria cerca oggi di riemergere da 14 anni di conflitto, instabilità sistemica, collasso economico e crisi umanitarie, ma il percorso verso la stabilità è ancora lungo. INTERSOS non è mai andata via dal Paese e ha subito ripreso le attività di supporto alla popolazione siriana ad Hama, Idlib e nel Governatorato del Rif di Damasco.
Il crollo del regime di Bashar al-Assad all’inizio di dicembre 2024 ha inaugurato un periodo di cambiamenti senza precedenti in Siria. Sebbene il governo di transizione guidato da Ahmed al-Sharaa – che dovrebbe rimanere in carica fino a marzo 2025, quando si dovrebbero tenere nuove elezioni – abbia avviato riforme importanti, tra cui il rilascio dei detenuti e lo smantellamento dell’oppressivo apparato di sicurezza, la Siria rimane un Paese profondamente segnato da 14 anni di conflitto, lacerato da instabilità sistemica, collasso economico e crisi umanitarie. Il 90% della popolazione siriana vive in povertà, molte infrastrutture vitali sono distrutte e il sistema sanitario, devastato da anni di guerra, fatica a soddisfare le necessità fondamentali.
Nel suo percorso verso la stabilità la Siria sta facendo i conti con le questioni irrisolte e le rivalità di lunga data tra le diverse fazioni armate presenti nel Paese, che rischiano di sfociare in continui scontri interni o in violenze. Inoltre, il momentaneo vuoto in termini di sicurezza e la diffusa disponibilità di armi, eredità di oltre un decennio di armi introdotte in Siria da diversi attori regionali e internazionali, ha facilitato saccheggi, vendite di armi illegali e un aumento dell’attività criminale.
L’ultima escalation di violenza e il cambiamento cruciale dell’assetto politico del Paese hanno provocato ulteriori vittime civili e distruzione di infrastrutture civili fondamentali, oltre a sfollamenti massicci –1.1 milioni di sfollati interni– aggravando la situazione dei 16,7 milioni di persone in Siria che necessitano di assistenza umanitaria, il 75% dei quali sono donne e bambini.
Oltre 195.000 siriani sono invece tornati nel paese dall’8 dicembre 2024.
INTERSOS ha risposto alle esigenze umanitarie in Siria negli ultimi cinque anni e ha continuato a garantire la propria presenza durante questi importanti cambiamenti. Già pochi giorni dopo la caduta del regime, i nostri team sono tornati del tutto operativi e hanno ripreso a supportare la popolazione ad Hama, Idlib e nel Governatorato del Rif di Damasco, attraverso attività sanitarie, di protezione e di accesso all’istruzione. Attualmente, INTERSOS è una delle pochissime ONG internazionali ad aver completamente ripreso le attività in Siria. Nei giorni di escalation della violenza, due centri comunitari di INTERSOS a Sinjar e Tamanaah (Idlib) sono stati saccheggiati, quindi, in attesa che i lavori di riabilitazione siano completati, abbiamo trasferito le attività in corso in altri altri edifici, come scuole e locali comunali. I nostri team stanno valutando i bisogni della popolazione per espandere il nostro intervento anche in nuove aree e rafforzare la nostra presenza al fianco della popolazione siriana.