L’intensificarsi delle ostilità e degli attacchi aerei sta alimentando le emergenze umanitarie già in atto, con un impatto sulla popolazione e sulle infrastrutture civili in tutta la regione. Nonostante le sfide, INTERSOS rimane operativa in Iran, Libano, Iraq, Giordania, Siria, Afghanistan e Yemen.
Dallo scorso 28 febbraio, il Medio Oriente è precipitato in una nuova, drammatica fase di violenza. La guerra, iniziata con l’attacco della coalizione di Israele e Stati Uniti all’Iran, è immediatamente peggiorata, risultando in un conflitto su larga scala, con attacchi che stanno colpendo senza sosta l’intera regione.
Come sempre, a pagare il prezzo più alto sono i civili. Per le popolazioni che vivono in questi territori, ciò si traduce in un clima di paura costante e in una minaccia concreta. Le infrastrutture civili — scuole, ospedali e case — sono sotto attacco, lasciando milioni di persone senza servizi essenziali.
La situazione sta degenerando rapidamente, colpendo duramente le comunità che già vivevano in condizioni di fragilità. In Iran, il coinvolgimento diretto nel conflitto sta avendo un impatto immediato sulla stabilità interna, con ripercussioni dirette sul funzionamento dei servizi pubblici e sulla sicurezza dei centri urbani. In Libano, i bombardamenti israeliani hanno costretto migliaia di famiglie ad abbandonare tutto ciò che avevano, cercando rifugio in centri di accoglienza ormai al collasso. In Siria, si sta registrando un flusso di persone che tentano disperatamente di rientrare nel Paese attraverso i valichi di frontiera con il Libano, in cerca di una sicurezza che sembra svanire ovunque, senza avere luoghi di rifugio a cui accedere. In Iraq, si assiste alla paralisi delle infrastrutture energetiche, con un crollo della produzione elettrica che tocca il 90% nelle regioni settentrionali, impattando direttamente lo stato economico del paese. Tra la chiusura indefinita dello spazio aereo e una crescente instabilità interna, l’impatto della crisi travolge milioni di civili già stremati da anni di fragilità.

Il nostro intervento
Le testimonianze dal campo descrivono una realtà straziante: centinaia di migliaia di persone che dormono per strada, senza più nulla se non i vestiti che indossano, in un momento reso ancora più difficile dal Ramadan.
Nonostante il 90% del nostro personale nel Sud sia stato costretto a lasciare le proprie case a causa dei bombardamenti, siamo rimasti al fianco delle popolazioni colpite, per fornire assistenza immediata e protezione.
- Distribuzioni beni essenziali:
- Supporto nel distretto di Chouf e a Beirut: Abbiamo distribuito beni di prima necessità a nuclei familiari sfollati in centri di accoglienza collettivi a Beirut e nel distretto di Chouf, raggiungendo 1.651 persone con cuscini, coperte termiche e materassi.
- Interventi su vasta scala a Saida: abbiamo coordinato distribuzioni di beni di prima necessità a Saida, sostenendo le famiglie sfollate in cinque centri di accoglienza con articoli essenziali, tra cui materassi, coperte, stuoie per dormire, lampade solari e taniche, raggiungendo un totale di 1.855 persone.
- Servizi di Protezione: continuiamo a seguire i casi più vulnerabili, offrendo assistenza legale per il recupero dei documenti persi, monitorando i rischi legati allo sfollamento. Garantiamo una presenza costante sul campo per informare le famiglie sfollate sui loro diritti e sui servizi di protezione attivi, guidandole verso i percorsi di aiuto più idonei
- Sostegno psicologico: garantiamo interventi di primo soccorso psicologico e manteniamo attivi gruppi di supporto emotivo e consulenze individuali nelle aree in cui le condizioni di sicurezza lo permettono.
Stiamo pianificando un rapido ampliamento delle nostre attività per rispondere ai bisogni crescenti nelle aree di Beirut, Monte Libano, Sud, Bekaa e Baalbek-Hermel.
Tra i nostri principali obiettivi c’è quello di potenziare i rifugi attraverso lavori di ristrutturazione d’urgenza, fornitura d’acqua potabile e servizi igienici dignitosi; quello di identificare le persone più vulnerabili (disabili, anziani e minori) per assicurare loro assistenza psicosociale attraverso le nostre unità mobili di protezione; e quello di fornire assistenza in denaro per colmare i bisogni più urgenti delle famiglie in fuga.
In Iraq, a seguito di una serie di attacchi mirati, la situazione è peggiorata, con un grosso impatto sull’economia del Paese e sulle infrastrutture.
La situazione ha raggiunto un punto critico, in particolare nelle regioni settentrionali: la produzione elettrica nel Kurdistan iracheno è ridotta del 90%, con il rischio imminente di un blackout totale che sta già paralizzando ospedali e servizi idrici. Le stazioni di pompaggio dell’acqua sono ferme e gli ospedali operano solo grazie a generatori d’emergenza, sospendendo le cure non urgenti. Con lo spazio aereo chiuso e i valichi di frontiera congestionati, migliaia di famiglie si trovano intrappolate nel Paese, mentre le proteste e i disordini civili aumentano nelle città.
Nonostante l’estrema instabilità, il nostro team ha riadattato i propri interventi per non lasciare sola la popolazione:
- Assistenza Legale d’urgenza: continuiamo a fornire supporto legale per casi ad alto rischio.
- Istruzione: Nonostante le scuole siano state ufficialmente chiuse dal Ministero, non abbiamo interrotto i nostri programmi educativi, passando alla modalità remota per garantire ai bambini un senso di continuità e normalità.
- Protezione e Monitoraggio: Sebbene le attività siano impattate dalle condizioni di sicurezza e richiedano un costante aggiornamento delle modalità di intervento, restiamo attivi per monitorare i bisogni di protezione e assistere chi ha perso i propri diritti o documenti in questa fase di caos.
Stiamo coordinando ogni movimento per garantire che, anche a distanza o in condizioni ridotte, i servizi di protezione essenziali non vengano mai meno per chi sta vivendo questo conflitto.
La situazione in Iran ha preso una svolta drammatica a seguito dell’ondata di attacchi aerei che ha colpito diverse città, tra cui la capitale Teheran.
INTERSOS con i suoi partner continua a fornire servizi alla popolazione nelle province di Hormozgan, Kerman e Yazd. Supportiamo la popolazione afghana vulnerabile, sia in possesso di documenti che non, e le comunità ospitanti iraniane migliorando l’accesso ai servizi sanitari e di protezione.
A seguito della forte escalation regionale del 2 marzo, caratterizzata da un’ intensificarsi delle ostilità e da ordini di evacuazione forzata su vasta scala in Libano, abbiamo assistito a un improvviso e massiccio afflusso di persone che hanno attraversato il confine con la Siria.
Al 10 marzo, le agenzie umanitarie hanno registrato circa 85.000-90.000 persone entrate in Siria attraverso i principali valichi di frontiera, tra cui Jdeidet Yabous e Jousieh. Questo afflusso è composto da due gruppi distinti:
- Rimpatriati siriani (93%): migliaia di famiglie che vivevano in Libano da oltre un decennio stanno ora fuggendo in Siria. Una decisione dettata non da condizioni favorevoli nel Paese, ma piuttosto dalla necessità di mettersi in salvo, poiché le loro case in Libano sono state bombardate negli attacchi aerei.
- Cittadini libanesi (7%): per la prima volta da anni, un numero significativo di famiglie libanesi sta cercando rifugio temporaneo in Siria o è in transito verso altre destinazioni nella regione.
INTERSOS è rimasta pienamente operativa. I nostri team sono attivi nelle province di Hama, Idlib e Rif di Damasco, fornendo:
- Servizi di protezione: INTERSOS gestisce i casi di violenza di genere e protezione dei minori, assistenza legale per i diritti civili e abitativi e educazione sui rischi legati agli ordigni esplosivi. Offriamo inoltre sostegno psicologico.
- Salute e nutrizione: offriamo servizi sanitari integrati attraverso équipe mediche fisse e mobili che raggiungono le zone remote per fornire assistenza sanitaria di base e servizi di salute riproduttiva.
- Istruzione: sostegno alla riabilitazione delle scuole e istruzione non formale ai bambini che hanno perso anni di studio.
- Mezzi di sussistenza: ci occupiamo di formazione professionale, formazione sul posto di lavoro e sessioni imprenditoriali basate su valutazioni partecipative del mercato locale, distribuzione di kit e concessione di sovvenzioni per le piccole imprese.
- Bisogni primari: distribuiamo kit igienici, materiali per l’inverno e kit per l’igiene mestruale per donne e ragazze.




