Il Libya INGO Forum lancia un appello all’Unione Europea e ai suoi Stati membri affinché rivedano urgentemente le loro politiche in tema di migrazione per evitare un aumento delle perdite di vite umane
23 Maggio 2019
I membri del Libya INGO Forum sono molto preoccupati per il costo delle politiche migratorie europee in termini di vite umane. È essenziale passare da un sistema che criminalizza rifugiati e migranti a politiche che proteggono la vita e la dignità delle persone.
Ogni giorno la comunità degli operatori umanitari è testimone delle atroci sofferenze di migranti e
rifugiati in Libia, dove la violenza continua a destabilizzare il paese.
Nonostante l’instabilità della situazione politica e umanitaria, il paese rimane al centro degli sforzi
dell’Unione Europea per impedire ai migranti di raggiungere le coste dei paesi membri. Le evidenze e le prove delle continue violenze e dei costanti abusi perpetrati ai danni di migranti e rifugiati sono ampiamente noti. Eppure le politiche in materia di immigrazione dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri, incluso il supporto alla Guardia Costiera libica, stanno indirettamente facilitando il ritorno in Libia di rifugiati e migranti che rischiano le proprie vite per attraversare il Mediterraneo. E finiscono in centri di detenzione in condizioni disumane con minime possibilità di poter esercitare i propri diritti di chiedere asilo o accedere ad altre forme di protezione internazionale.
In Libia migranti e rifugiati, inclusi donne e bambini, sono a rischio di detenzione arbitraria e a tempo
indeterminato.
Nei centri di detenzioni le condizioni di vita sono terrificanti: la mancanza di acqua potabile, cibo e
accesso a cure mediche sta diventando sempre più severa man mano che la violenza e i disordini nel
paese si intensificano. La popolazione più vulnerabile è esposta a gravi violazioni dei diritti umani che
includono tortura, abusi sessuali, violenze fisiche, estorsione e traffico di esseri umani.
La Libia non è un paese sicuro dove migranti e rifugiati possano essere rimandati e i recenti episodi
di violenza a Tripoli lo provano ancora una volta. Le opzioni di evacuazione o ricollocamento
attualmente disponibili non sono sufficienti per garantire protezione o condizioni di sicurezza a coloro
che si trovano in mezzo al conflitto tra parti avverse. I membri del Libya INGO Forum e la comunità degli operatori umanitari in senso più ampio hanno la responsabilità morale di rispondere a questa crisi che sta coinvolgendo migliaia di migranti e rifugiati e proteggere le loro vite, i loro diritti e la loro dignità. Le politiche dell’Unione Europea contribuiscono ad aggravare la crisi umanitaria in Libia facilitando indirettamente il ritorno di migranti e rifugiati nei centri di detenzione. L’intervento umanitario non dovrebbe essere utilizzato come ragione per legittimare i respingimenti e i rientri in Libia.
Il Libya INGO Forum chiede alla società civile e ai cittadini europei di continuare a far sentire la loro
voce per chiedere ai leader europei di adottare politiche migratorie in linea con gli standard umanitari
e dei diritti umani. È di fondamentale importanza che gli Stati membri dell’Unione Europea si attengano a questi valori e al rispetto per le vite umane:
1. L’Unione Europea e i suoi Stati membri devono urgentemente rivedere il loro approccio alle politiche migratorie e dare priorità a politiche che proteggono la vita e la dignità di rifugiati e migranti
2. L’Unione Europea e i suoi Stati membri devono smettere di sostenere politiche e azioni che sostengono indirettamente il rientro di rifugiati e migranti in Libia, paese diviso e colpito da
un conflitto dove i migranti e i rifugiati sono esposti a condizioni terribili
3. Gli Stati membri devono impegnarsi ad aumentare i posti per il reinsediamento e a organizzare l’evacuazione umanitaria di coloro che si trovano in centri di detenzione verso destinazioni sicure al di fuori della Libia dove siano garantite protezione e cure mediche.
Il Libya INGO Forum è un network indipendente e informale di ONG internazionali che operano in Libia portando sostegno umanitario alle persona più vulnerabili, inclusi migranti e rifugiati.
Danish Refugee Council (DRC) International Rescue Committee (IRC) Première Urgence International (PUI) INTERSOS Mercy Corps Cooperazione e Sviluppo (CESVI) Fondazione L’Albero della Vita (FADV) Gruppo di Volontariato Civile (GVC) Terre des Hommes Italy (TdH Italy) Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricultura (CEFA)